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Twitter e Meta: al via la stagione dei licenziamenti

Twitter e Meta hanno avviato una campagna di licenziamenti che riguarda migliaia di dipendenti aziendali.
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Indice

Il mondo delle Big Tech è in costante fibrillazione.

Non solo per la lunga telenovela sulla trattativa per l’acquisto di Twitter da parte del magnate sudafricano Elon Musk, che si è conclusa con un accordo di vendita di 44 miliardi di dollari.

Ma anche per i drastici provvedimenti che la nuova dirigenza e la nuova proprietà di Elon Musk hanno significato.

I dipendenti di Twitter non possono dire di essere felici e di poter dormire sogni tranquilli.

Il loro risveglio è stato reso traumatico da avvisi di licenziamento immediato tramite posta elettronica.

Ma non solo i dipendenti di Twitter.

Anche Mark Zuckerberg e Meta vogliono avviare la stagione dei licenziamenti.

Twitter: La scure dei licenziamenti

I dipendenti di Twitter hanno avuto un brutto risveglio nel fine settimana del 4 novembre 2022.

Questi ultimi hanno ricevuto la notizia del proprio licenziamento via mail e non l’hanno di certo presa bene.

La loro reazione è stata esemplificata da una frase che è diventata subito un trend-topic nella galassia dei social network e, in particolare, su Twitter.

<<Elon Musk just fired me today>>, in italiano: <<Elon Musk, mi ha appena licenziato>>.

I tagli al personale hanno riguardato molti settori dell’intera organizzazione aziendale.

In particolare, il settore della Comunicazione Esterna, il settore Etico dell’AI, quello di Data Science, il reparto di Ricerca e Sviluppo, quello di Machine Learning e quello legato alle politiche dell’accessibilità.

Ma soprattutto hanno fatto notizia i licenziamenti di alti dirigenti e consulenti tecnici del settore della privacy policy e di quello sulle fake news e sulla disinformazione.

Tra questi, vanno menzionati: l’amministratore delegato Parag Agrawal, il direttore finanziario Ned Segal, il legale Sean Edgett e la responsabile degli affari legali Vijaya Gadde, avvocato a capo della divisione “trust and safety”, che si occupava di prendere decisioni rispetto alla moderazione dei contenuti, alla disinformazione, all’hate speech e alle molestie sulla piattaforma.

Inoltre, Vijaya Gadde si era resa responsabile del bando di Donald Trump da Twitter.

Decisione che Elon Musk non ha mai digerito.

Tenuto conto anche dei suoi piani futuri per Twitter, che puntano a rendere il social network dell’uccellino un’agorà democratica e aperta a qualsiasi opinione.

Tornando ai numeri dei licenziamenti, le prime intenzioni di Elon Musk erano quelle di tagliare la testa al 75% dell’intero organico interno, pari a circa 7.500 dipendenti.

Ma poi il tiro è stato corretto e il numero dei licenziati è calato di molto.

Infatti, il numero dei dipendenti e dirigenti effettivamente licenziati sarebbero stati circa 3.000.

Ma per quale motivo Elon Musk ha avviato questo drastico del personale?

Il motivo dei licenziamenti

Il motivo è semplice: è tutta una questione di soldi e di budget.

Elon Musk deve guadagnare e farlo velocemente.

Gli obiettivi sono quelli di raddoppiare le entrate di Twitter nei prossimi tre anni e, allo stesso tempo, di triplicare il numero degli utenti iscritti alla piattaforma del social network.

Infatti, secondo le stime più aggiornate, gli utenti attivi sul social di Twitter dovrebbero essere 237,8 milioni.

Twitter, abbiamo un problema!

Tuttavia, la scelta di licenziare un numero così alto di dipendenti e responsabili, in modo così repentino e nel giro di un fine settimana, ha fatto capire alla dirigenza di Twitter e al nuovo proprietario Elon Musk che l’azienda ne avrebbe ampiamente risentito.

Infatti, come riporta Bloomberg, in queste ultime ore, Twitter ci ha ripensato e ha richiamato indietro la maggior parte dei dipendenti licenziati nel fine settimana.

La motivazione ufficiale sarebbe da imputarsi ad un “errore”.

Ma la vera motivazione del reintegro dei dipendenti licenziati, sempre secondo Bloomberg, sarebbe da imputarsi al fatto che Twitter ed Elon Musk avrebbero capito che l’azienda non poteva fare a meno di loro e della loro “expertise”, in previsione dei piani aziendali futuri.

Ma non solo in Twitter si sta licenziando. Anche a Mark Zuckerberg e a Meta solletica la stessa idea.

Non solo Twitter. Anche Meta vuole licenziare.

Secondo uno scoop del Wall Street Journal, anche Meta avrebbe l’idea di avviare una fase drastica di licenziamenti aziendali.

Forse, mercoledì 9 Novembre 2022, Meta rilascerà un comunicato stampa ufficiale per aggiornare su quali provvedimenti ha in mente. 

Secondo le fonti del Wall Street Journal, gli imminenti licenziamenti a Meta riguarderanno "migliaia di persone”.

E questa rappresenterebbe una manovra di epurazione epocale in Meta e rappresenterebbe anche la prima volta che l’azienda di Mark Zuckerberg avvia una campagna di licenziamenti di queste proporzioni.

Tuttavia, già a settembre scorso era nell’aria un provvedimento del genere.

Infatti, tenuto conto che Meta ha in organico ben 8.7000 dipendenti, già all’epoca Mark Zuckerberg pensava ad un taglio del 10% delle spese anche attraverso la pratica dei licenziamenti.

Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi.

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