AI al servizio di sua Maestà la Musica - Humankey Digital Agency

AI al servizio di sua Maestà la Musica

L'IA invade anche il mondo della Musica. Il dibattito sui suoi pro e contro è rovente. E quali sono i tools AI per fare musica più diffusi?
Intelligenza Artificiale
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Indice

L'Intelligenza Artificiale ormai dilaga in ogni settore umano e dello scibile.

Anche nel mondo della musica cominciano a moltiplicarsi i softwares o tools basati sull'AI generativa che permettono anche ai profani di realizzare dei brevi, ma interessanti, jingle musicali per diletto e per passione.

Per lo più, questi tools AI, cioè basati sull'Intelligenza Artificiale, per la musica aiutano a creare della basi musicali da sottofondo, e di certo non aiutano a creare pezzi tormentone o da hit parade, ma la fan culture se ne sta appropriando e li sta sperimentando.

E come sempre, ancor prima di essere istituzionalizzati, come strumenti al servizio dell'Industria discografica mainstream.

La fan culture della musica apre nuove possibilità, esplora e crea opportunità con l'Intelligenza Artificiale e dà a quest'ultima una qualifica di utilità, di strumento funzionale alla creatività e al pensiero musicale.

Detto in parole povere: l'AI può essere un valido alleato che si mette al servizio della musica e della creatività degli artisti musicali.

Tra apocalittici e integrati: Intelligenza Artificiale sì oppure no

AI

Noto è il caso del fan di Nick Cave che inviò all'artista un brano musicale integralmente generato da ChatGPT.

Sappiamo come è andata a finire.

La reazione di Nick Cave alla canzone fece clamore per qualche settimana e la notizia rimbalzò su tutti i social e, anche, sui media mainstream:

<<Una grottesca imitazione dell'essenza umana: questa canzone fa schifo>>, affermò sprezzante il noto cantante e chitarrista americano.

Ma è bastato questo per fare scatenare la corsa alla creatività grassroot, cioè della fanculture musicale dal basso, per generare nuovi brani tramite ChatGPT, e i suoi fratelli.

Inoltre, accanto a chatbot intelligenti come ChatGPT, ci sono anche dei tools di sintesi vocale basati su AI che permettono di simulare la voce di qualsiasi persona, anche e soprattutto di quelle note.

Infatti, già ha fatto notizia il modo in cui molti fan musicali stiano provando a ricreare artificialmente la voce di cantanti scomparsi, del calibro di Kurt Cobain, Whitney Houston, Amy Winehouse.

Su questa stessa falsa riga, infatti, ha fatto scalpore il caso del brano musicale, chiamato Heart On My Sleeve , integralmente generato dall'AI, del duo Drake and The Weeknd, che simula le voci dei due artisti che conversano e si scambiano battute sull'attrice e cantante Selena Gomez, la quale ha avuto una storia d'amore con The Weeknd.

Il brano ha avuto molto successo ricevendo in poco tempo dalla sua pubblicazione circa 8,5 milioni di visualizzazioni su TikTok ed è stato ascoltato e riprodotto su Spotify per ben 254 mila volte.

Tuttavia, i due artisti hanno reagito in modo diverso alla notizia di questa loro canzone simulata dall'AI.

Mentre The Weeknd non ha proferito parola nel merito, Drake, invece, ha espresso un forte disappunto e una certa intolleranza verso queste produzioni artefatte e ha prontamente denunciato a mezzo stampa il misfatto.

La denuncia di Drake ha fatto seguito alla presa di posizione della Universal Music Group contro l'appropriazione indebita di brani e pezzi musicali da parte di questi fans dell'AI tramite le librerie dei servizi di streaming audio e musicali come Apple Music e Spotify.

Di fatto La Universal Music Group ha intimato i colossi di Spotify e di Apple Music a non rendere più accessibile le loro librerie musicali a questi soggetti, affermando quanto segue:

<<Non esiteremo a prendere provvedimenti per proteggere i nostri diritti e quelli dei nostri artisti>>.

A parte la reazione di Drake e della UMG, di altro tono è stata la posizione del DJ francese David Guetta, che ritiene che l'IA possa dare un valido contributo alla produzione musicale, ma allo stesso tempo, egli afferma convintamente, che i tools basati sull'AI possono essere ritenuti semplicemente degli strumenti adoperati e supervisionati da un'artista per creare della buona musica.

<<Niente sostituirà il gusto>>, ha detto. <<Ciò che definisce un artista è che hai un certo gusto, hai un certo tipo di emozione che vuoi esprimere e userai tutti gli strumenti moderni per farlo>>.

L'AI non può sostituirsi integralmente alla creatività e alla sensibilità di un artista o musicista. Ma è anche vero che nell'ottica di strumento l'AI sarà utilissimo e rivoluzionario.

David Guetta ha paragonato l'intelligenza artificiale a strumenti che hanno portato a rivoluzioni musicali in passato.

<<Probabilmente non ci sarebbe rock 'n' roll se non ci fosse la chitarra elettrica. Non ci sarebbe acid house senza il Roland TB-303 [sintetizzatore di basso] o la drum machine Roland TR-909. Non ci sarebbe hip-hop senza il campionatore>>.

E ancora:

<<Penso davvero che l'intelligenza artificiale possa definire nuovi stili musicali. Credo che ogni nuovo stile musicale derivi da una nuova tecnologia>>.

Ma nonostante questo coro di voci dissonanti, diviso tra apocalittici e integrati, l’AI fa paura, o comunque va regolamentata.

Per questo è nato un Manifesto dello Human Artistry Campaign, firmato e condiviso da decine di associazioni di categoria degli editori e discografici musicali di tutto il mondo, tra le quali figura anche la FIMI, cioè la nostra Federazione Industria Musicale Italiana.

Sostenuto dalla Recording Industry Association of America, dall'Association for Independent Music e dalla BPI britannica, il gruppo ha redatto sette principi che sostengono le migliori pratiche dell'IA e ha sottolineato che la protezione del copyright dovrebbe essere concessa solo alla musica creata dagli esseri umani.

"C'è così tanto potenziale con l'IA, ma presenta anche dei rischi per la nostra comunità creativa", ha dichiarato il CEO della Recording Academy Harvey Mason Jr, lanciando l'iniziativa.

<<È fondamentale farlo bene all'inizio in modo da non rischiare di perdere la magia artistica che solo gli esseri umani possono creare>>.

Ora, pur avendo evidenziato le diverse posizioni di musicisti e discografici su quale contributo l’AI, e i suoi tools, possa dare al mondo della produzione artistica musicale, vediamo, in sintesi, quali sono i tools AI che creano strofe e musica più usati.

Crea la tua musica con l'AI: i tools più diffusi

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Partiamo dal citare Aiva, un tool AI che è stato creato nel 2016 e che viene utilizzato principalmente per creare musica di sottofondo per gli spot pubblicitari, ma anche per il mondo dei videogiochi e per quello della serialità televisiva e cinematografica.

Il tool permette di creare delle tracce musicali ex-novo e di generare delle interessanti variazioni di tracce musicali già esistenti, senza starsi a preoccupare dei diritti d’autore e delle licenze. Aiva divenne nota per il brano Opus 1 for Solo Piano creato proprio tramite l’Intelligenza Artificiale.

Altro tool interessante che sicuramente vale la pena di testare è Soundraw, che è utile a creare delle colonne sonore di sottofondo soprattutto per la produzione video.

Basta inserire un tema o un mood, e niente altro: l’IA elabora una traccia musicale innovativa e di facile utilizzo.

Nato nel 2020 da un’idea dell’imprenditore Tago Kusunoki, il quale ha lanciato la piattaforma intelligente dopo il successo del gadget musicale SoundMoovz, del quale sono stati venduti più di 400 mila esemplari.

Soundraw permette di accedere a delle librerie alternative a quelle tradizionali e senza doversi preoccupare del problema copyright, allora, Soundraw è la scelta giusta.

Se invece si è amanti dell’AI basata su prompts testuali, allora la scelta giusta potrebbe essere Mubert AI, capace di realizzare musiche che spaziano tra i diversi generi musicali: dalla techno, all’elettronica, dall’instrumental alla classica.

Se invece si cerca un tool ai molto user-friendly, allora, la scelta più appropriata sulla quale ricadere è Boomy, il quale crea tracce musicali e brani in pochi secondi, impostando semplicemente qualche condizione e filtro. I generi musicali usati come campione spaziano tra diversi stili: dal Rap Beats, all’EDM, dal Lo-Fi all’Experimental.

La traccia musicale creata con Boomy può essere unita ad una traccia audio della vostra voce e può essere masterizzata e caricata su qualsiasi piattaforma musicale.

Se queste opzioni non vi bastano, allora, c’è altro da scegliere.

Parliamo di Voicemod, un generatore di musica AI basato su prompts testuali, il quale permette di generare una traccia e un brano musicali impostando generi e stili e scegliendo tra sette voci artificiali, che differiscono per tonalità e tipologia di canto.

Infine, includiamo nelle possibili scelte anche Song Lyrics Generator, o meglio noto come Masterpiece Generator, una fucina delle idee di strofe musicali “a go go” e completamente gratuita. È possibile scegliere tra brani di stile diversi ed imitare le voci o lo stile musicale di tanti artisti popstar.

A prescindere da cosa si scelga, l'importante è fare musica, la quinta essenza della creatività umana.

E se l'IA diventerà uno strumento utile e al servizio di sua Maestà la Musica, allora l'umanità ne guadagnerà certo in capacità innovative di significare il mondo e di comunicare il proprio mondo interiore e sensibile.

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