SEO: I motori di ricerca alternativi a Google. - Humankey Digital Agency

SEO: I motori di ricerca alternativi a Google.

Quando si parla di SEO si pensa subito a Google. La realtà è che per posizionare un sito web, bisogna tener conto anche dei motori di ricerca alternativi.
seo
Condividi:
Condividi:

Indice

SEO non è Google

Quando si parla di SEO si pensa subito a Google. La realtà è che per posizionare un sito web, bisogna tener conto anche dei motori di ricerca alternativi.

È indiscutibile che, quando si parla di siti web e di motori di ricerca, si fa riferimento quasi sempre a Google, leader indiscusso del settore.

Numeri folli e statistiche impressionanti si nascondono dietro questo primato: vengono effettuate circa 70.000 ricerche ogni secondo, 5 miliardi di ricerche ogni giorno e 2 trilioni di ricerche all'anno.

Non sorprende che Google sia il luogo in cui la maggior parte dei SEO concentra i propri sforzi, tuttavia, bisogna considerare che – tra i vari motori di ricerca surclassati da esso – alcuni riescono comunque a raggiungere un buon bacino di utenza. Tra questi, spicca Yahoo e Bing, di proprietà di Microsoft. 

Concentrarsi unicamente sui fattori SEO importanti per il gigante indiscusso del web è un errore piuttosto comune e si corre il rischio di perdere l’opportunità di indicizzare il traffico sul sito ignorando l’alternativa a Google. Inoltre, i dati mostrano come l’uso dei motori di ricerca Bing e Yahoo ottengono un tasso di conversione più alto rispetto a Google.

Il posizionamento SEO su Google è, inoltre, differente rispetto al motore di ricerca Bing o a Yahoo. Gli algoritmi sono molto differenti, il che porta a risultati molto diversi anche per le stesse keywords. C’è un ulteriore aspetto da non sottovalutare: l'argomento siti web e privacy è, oggi, giorno molto sentito. Gli utenti sono sempre più consapevoli dell’utilizzo della privacy Google e sono più attenti in materia di sicurezza informatica. Questo porta molti navigatori a scegliere motori di ricerca alternativi con una maggiore attenzione all'utilizzo dei dati. 

Google vs Bing

Bing di Microsoft è il secondo motore di ricerca più utilizzato dopo Google.

È impossibile non ammettere, d’altro canto, che sia indietro rispetto a Google in termini di numero di utenti che interagiscono con la piattaforma: ad oggi detiene il 7% del mercato vs l’88% del mercato del concorrente.

Tuttavia – anche offrendo le stesse funzioni essenziali di Google, come la conversione delle valute, il traduttore, i rich snippet, il monitoraggio dei voli ecc – è dotato di funzionalità più avanzate, spesso sottovalutate.

Una caratteristica fondamentale che lo rende simile, per certi aspetti, a yahoo.it è l’approccio visivo alla ricerca. L’home page è dotata di video e immagini e fornisce all’utente anche funzionalità avanzate come le previsioni basate sull’apprendimento automatico, ad esempio per risultati sportivi o ultime ricerche. Non si tratta, tuttavia, solo di un’impostazione visiva: la ricerca per immagini di Bing è molto più avanzata di quella Google. L’intelligenza di rilevamento degli oggetti all’interno della funzione ricerca delle immagini è molto più sviluppata. È possibile salvare le ricerche nelle cosiddette “raccolte” e tornare alla ricerca anche dopo averla abbandonata.

Come indicizzare un sito su Bing

L’indicizzazione di Google funziona in modo molto diverso da Bing. Per questo, esiste un vero e proprio scontro tra Bing SEO vs Google SEO.

Pertanto, per ottimizzare correttamente entrambi, bisogna concentrarsi sulle differenze tra i due migliori motori di ricerca.

Iniziamo col dire che l’algoritmo per stabilire il ranking di un sito web è meno complesso su Bing, rispetto ai parametri di Google ranking. Viene data maggiore importanza all’ottimizzazione on-page. La “preferenza” per la SEO on-page non vuol dire che un buon lavoro di link building non porti vantaggi in ottica di posizionamento, ma semplicemente che quello è un parametro considerato molto più importante da Google, rispetto al motore di ricerca della Microsoft.

Altra differenza importante da sottolineare in via preliminare: mentre Google utilizza PageRank, Bing guarda le cose in modo leggermente diverso, dando molta importanza all’età del dominio. Quanto più essa sarà maggiore, tanto più aumenterà la fiducia.

Su questo aspetto è difficile lavorare per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca, pertanto, l’unico consiglio è quello di acquistare dei domini già esistenti.

Esistono, a tal proposito, diversi tool on-line, che permettono di vedere tutte le varie informazioni su un dominio specifico, compresa l’età.

L’importanza maggiore è data anche ai domini che contengono l’esatta parola chiave nel proprio nome. Il consiglio che vi diamo è, tuttavia, quello di non esagerare perché il vantaggio concreto è davvero ridotto.

Questione di parole chiave

Una delle differenze più importanti riguarda l’utilizzo delle keywords. Se da una parte Google lavora costantemente per migliorare l’accuratezza delle ricerche – potenziando la ricerca vocale e l’apprendimento automatico – Bing è un po' più arrugginito quando si parla di parole chiave a corrispondenza generica.

Google, infatti, sta lavorando al nuovo algoritmo chiamato RankBrain. Senza entrare troppo nel dettaglio, diciamo solo che si tratta di un nuovo sistema di machine learning in grado di elaborare i risultati di ricerca e di ordinarli adeguatamente. Cosa è capace di fare Google grazie ad esso? In passato se provavamo a digitare nel motore di ricerca “casa”, Google non era capace di trovare “case” in quanto si trattava di due parole diverse. Con il tempo, il motore di ricerca è diventato più furbo e conosce anche le variazioni di una stessa parola, i sinonimi e – grazie allo sviluppo di questi algoritmi – è in grado di identificare differenze concettuali.

Su Bing otterrai un’indicizzazione migliore, invece, se utilizzerai parole chiave mirate e quanto più vicine possibili all’intento di ricerca.

Un’altra differenza da non tralasciare è il fatto che Google utilizza indizi contestuali nelle query di ricerca per capire cosa l’utente sta cercando, mentre Bing mostra prima i risultati locali.

Tag Titol e Meta Description

A differenza di Google, Bing premia la presenza di parole chiave all’interno del Tag Titol e della Meta Description della pagina. Stesso discorso anche pe i tag <h1> ed <h2>.

Il consiglio, quindi, è quello di non tralasciare questo aspetto e concentrare l’attenzione sull’uso esatto della parola chiave. Se questo lavoro certosino non porterà vantaggi per il posizionamento Google, d’altro canto, ci assicurerà una visibilità maggiore per chi utilizza browser diversi.

Cercare di usare keywords pertinenti all’interno degli elementi di ogni pagina del sito e trovare il giusto equilibrio, usando le parole chiave in modo “naturale” è indubbiamente un’ottima best practices da tenere sempre a mente.

A differenza di Google che, recentemente, ha deciso di conferire meno importanza alle Meta Description, Bing utilizza ancora questo elemento, anche se, con il passare del tempo, il suo valore all’interno dell’algoritmo per la determinazione del ranking è calato notevolmente.

Essendo dimostrato che per posizionarsi bene su Bing conviene usarle, il consiglio è quello di evitare un’attività di keyword stuffing e di inserire nella descrizione non più di 2/3 parole chiave.

Struttura del sito

Questo è forse l’aspetto su cui la disputa Bing vs Google si fa più accesa, perché esistono differenze importanti che possono influire sulla struttura del sito.

Dovrai porre, infatti, molta attenzione alla realizzazione di una sitemap ottimale e ben navigabile per indicizzare il tuo sito su Bing, anche se, bisogna dirlo, questa pratica è bene vista anche da Google.

Il nostro consiglio è quello di non esagerare con la ramificazione delle pagine, almeno per quanto riguarda Bing. Infatti, il motore di ricerca non vede di buon occhio le pagine che distano più di tre livelli dall’home page.

Attenzione alle URL! URL troppo lunghe o con una struttura molto complessa sono considerati deleteri.

Contenuti di qualità

Sono tre i fattori che Bing considera pertinenti per stabilire la qualità di un contenuto: autorevolezza, presentazione e utilità.

Ma cosa si intende? L’autorevolezza viene data dall’importanza dell’autore, dalle fonti utilizzate e dal numero di condivisioni sui social (altro aspetto che Bing tiene in considerazione!). Per presentazione si intende, invece, la struttura della pagina. Ciò si ricollega a quanto detto prima: facilità di navigazione e facilità nel trovare il contenuto primario sono aspetti che il motore di ricerca Microsoft considera indispensabili. Per quanto riguarda l’utilità invece il motore di ricerca tiene conto se il contenuto fornisce delle informazioni approfondite e se è arricchito da file multimediali, come immagini (e sappiamo quanto Bing ci tenga ad esse!).

Molta più attenzione rispetto a Google è data agli annunci pubblicitari. Bing promuove e supporta i siti web che forniscono annunci pertinenti al contenuto delle loro pagine e che inseriscono gli annunci in modo da non interferire con l’esperienza dell’utente.

Sia Google che Bing premiano i link ricevuti da domini considerati autorevoli. In particolare, per Bing, questo tipo di domini sono, ad esempio, i siti .edu, .org e .gov, oltre che i domini molto vecchi, poiché, come già affermato in precedenza, l’età è considerata come un segno di fiducia.

Come Google, Bing condanna lo scambio di link, la compravendita di link a pagamento e le varie attività di link spamming.

La differenza principale? Su Bing contano soprattutto il numero di backlink do-follow ricevuti, ed anche l’uso di un’anchor text a corrispondenza esatta.

Anche i link che il sito manda in uscita hanno un peso SEO. Il nostro consiglio è quindi quello di creare link verso dei siti esterni, purché essi siano ritenuti rilevanti, oltre che utili ai fini del contenuto della pagina.

Importanza ai social!

Per il motore di ricerca di casa Microsoft le condivisioni social sono molto importanti ed influenzano direttamente il posizionamento.

Il consiglio è, quindi, quello di creare contenuti facilmente fruibili tramite Social Network. In questo modo otterrai un netto miglioramento dei tuoi risultati su Bing, ed indirettamente anche su Google.

La sicurezza al primo posto!

Anche Bing è molto suscettibile alla questione della sicurezza, come tutti i progetti Microsoft.

Un controllo periodico per verificare che il tuo sito non sia infetto da nessun malware o spyware è una buona pratica da tenere sempre a mente.

È necessario, però, porre una particolare attenzione sia ai backlink che ricevi, sia quelli che invii dal tuo sito. In ogni caso, infatti, per avere un buon posizionamento su Bing, non puoi assolutamente essere collegato ad un altro sito infetto e nemmeno con siti spam o di hacker. Lo strumento di disavow di Bing è stato progettato per rendere più semplice e immediato questo processo: è possibile disattivare all’istante il link “dannoso”.

Recentemente Bing ha migliorato e dettagliato notevolmente gli avvisi di malware. Oggi è in grado di fornire maggiori dettagli sul tipo di minaccia che l’utente affronta, in modo da consentire al webmaster di comprendere meglio il perché il proprio sito sia stata contrassegnato come malevolo e quindi ripulirlo più rapidamente.

Google è in grado di individuare l'intento di ricerca degli utenti. Si concentra sul topic e non sulle parole chiave a corrispondenza esatta. Bing privilegia keywords mirate e quanto più vicine possibili all’intento di ricerca.
Google punta sulle funzionalità essenziali come: la conversione delle valute, il traduttore, i rich snippet, il monitoraggio dei voli ecc Bing privilegia un approccio visivo alla ricerca. E' il motore di ricerca più utilizzato per la ricerca delle immagini. 
Il ranking di Google è molto più complesso rispetto a quello di Bing.  Bing privilegia l'ottimizzazione on-page.
Google conferisce poca importanza per il posizionamento ai contenuti inseriti all'interno della Meta Description. Bing premia la presenza di parole chiave all’interno del Tag Titol e della Meta Description della pagina.
Google pone molta attenzione alla realizzazione di una sitemap ottimale e ben navigabile. Bing non ama la ramificazione delle pagine. URL troppo lunghe o con una struttura molto complessa sono considerati deleteri.
Google non pone molta attenzione agli annunci pubblicitari. Bing promuove e supporta i siti web che forniscono annunci pertinenti al contenuto delle loro pagine e che inseriscono gli annunci in modo da non interferire con l’esperienza dell’utente.
Google premia i link ricevuti da domini considerati autorevoli. Su Bing contano soprattutto il numero di backlink do-follow ricevuti, ed anche l’uso di un’anchor text a corrispondenza esatta. Anche i link che il sito manda in uscita hanno un peso SEO.
Google tratta le pagine Facebook e Twitter come qualsiasi altra pagina indicizzata. Per Bing i segnali sociali sono un fattore chiave di ranking.
Per Google i backlink autorevoli e i contenuti di alta qualità sono gli indicatori più importanti per definire l'autorevolezza della pagina.  Per Bing il conteggio dei collegamenti è più ponderato e fattori come l'età del dominio e le estensioni di dominio (.gov, .edu e .org) sono considerati segnali di attendibilità.
Google enfatizza i contenuti basati su testo e non permette di eseguire la scansione dei siti Web Flash. Bing pone maggiore enfasi sui contenuti multimediali ed è in grado di eseguire la scansione e comprendere i siti Web Flash.

Potrebbe interessarti:
garante privacy

Elezioni, il Garante Privacy chiede chiarimenti a Meta

BeReal: l’App social di cui tutti parlano

app e privacy

App e privacy: quali rischi corriamo?

Facebook e instagram illegali

Facebook e Instagram: rischio chiusura?

matomo

Passaggio a GA4. Non perdere i dati storici: usa Matomo!