Il Metaverso è un tema che si sta sempre più affermando e, anche se non è ancora una realtà tangibile, dobbiamo renderci conto che questa nuova dimensione diventerà presto una parte preponderante della nostra prossima esistenza.
Termini come "mondi virtuali", "realtà aumentata”, "realtà estesa" ed "realtà ibrida virtuale", "NFT", "Blockchain", "criptovalute", "avatar digitali in 3D", "visori 3D", "Intelligenza Artificiale" o "AI" sono solo alcune delle fantasticherie che il Metaverso ci prospetta.
Mark Zuckerberg ha aperto la via e già da qualche anno si stanno moltiplicando le sperimentazioni virtuali in esso dei grandi brand merceologici, e non solo.
Aumentano anche i workshop e gli eventi accademici e istituzionali pubblici che ruotano attorno all’argomento.
A dimostrazione del grande interesse che ormai questo concetto incomincia ad avere nei settori scientifici, tecnologici, ingegneristici, economici, e accademici.
Ma la rivoluzione del Metaverso riguarderà anche noi.
Meta ha lanciato uno spot pubblicitario, trasmesso anche sulle reti televisive italiane ultimamente, che sta provando a sdoganare e a rendere pop il concetto di Metaverso.
Proprio per dimostrare che presto questo mondo diventerà un universo virtuale parallelo e intersecante con la nostra realtà fisica e quotidiana.
E gli italiani? Quale rapporto hanno con il Metaverso?
Che cosa ne pensano?
O ancora: che cosa sanno del Metaverso e di tutte le tecnologie che ruotano attorno ad esso?
Ipsos e l’Osservatorio Metaverso se lo sono domandato.
L’Osservatorio Metaverso di Ipsos è nato nel 2021 proprio con lo scopo di diventare un osservatorio permanente su questo nuovo mondo virtuale che ancora ha da crearsi.
In linea con questa sua missione analitica, il suddetto ha realizzato la prima ricerca qualitativa, basata su interviste, sul Metaverso in Italia.
E da qualche settimana è possibile consultare i risultati della ricerca sul Metaverso e gli italiani sul sito web omonimo.
Di seguito proviamo a descriverne brevemente i risultati.
Partiamo dai dati sociodemografici della popolazione campionaria che è stata intervistata dall’Osservatorio Metaverso – Ipsos.
In totale sono stati intervistati 454 casi, distribuiti in modo più o meno omogeneo in tutte le regioni italiane.
Il 27% degli intervistati risiede nelle regioni del Nord-Ovest, mentre il 19% risiede nelle regioni del Nord Est.
Una parte della popolazione campionaria intervistata, pari al 20% del totale, risiede nelle regioni del Centro Italia, mentre il 34% risiede nelle regioni del Sud Italia.
Per quanto riguarda la categoria del “Genere” si nota che il 53% degli intervistati sono donne, mentre il 47% sono uomini.
Mentre, per quanto riguarda la dimensione anagrafica, l’Osservatorio Metaverso – Ipsos ha preso in considerazione cinque classi di età: 16-25; 26-35; 36-45; 46-55; 56-65, la cui distribuzione percentuale per ciascun intervallo di classe considerato è la seguente: 13%; 17%; 21%; 27%; 22%.
In merito alla variabile età, si nota che coloro che hanno risposto alle interviste sul Metaverso sono maggiormente concentrati nelle due fasce generazionali chiamate rispettivamente Generazione Y (27-42 anni) e Generazione X (43-57 anni), che insieme ammontano al 67% degli intervistati.
Mentre c’è scarsa conoscenza o minore interesse sul Metaverso tra gli adolescenti e gli anziani over 65.
Probabilmente questo scarso interesse da parte delle generazioni più anziane e più giovani dipende proprio dal grado di novità e complessità del tema Metaverso.
Se invece di questa popolazione campionaria prendiamo in considerazione la variabile “titolo di studio”, secondo le tre modalità: basso, medio, alto, notiamo la seguente distribuzione percentuale.
Il 39% degli intervistati possiede un titolo di studio elevato; il 52% possiede un titolo di studio di medio livello; mentre il 9% ha un livello basso.
Valori percentuali che, in qualche modo, rispecchiano il grado di capitale culturale tipico della maggioranza della popolazione italiana, soprattutto se commisurato ad argomenti così innovativi e tecnologici come possono essere quelli che riguardano e ruotano attorno al tema del Metaverso.
Ora se guardiamo a ciò che l’indagine dell’Osservatorio Metaverso – Ipsos ha evidenziato, in merito al grado di conoscenza e consapevolezza degli italiani sul Metaverso e su tutte le tecnologie funzionali ad esso legate, leggiamo i seguenti risultati.
L’81% della popolazione campionaria intervistata dimostra di avere una conoscenza scarsa del Metaverso, ma comunque dimostra di averne sentito parlare.
I termini più oscuri e di cui gli intervistati non hanno mai sentito parlare sono Blockchain, Web3 ed NFT, i cui valori percentuali di “non conoscenza” sono rispettivamente e nell’ordine: 51%, 50% e 43%.
Gli argomenti invece che ruotano intorno al tema di Metaverso che godono di una maggiore conoscenza e consapevolezza da parte degli intervistati italiani risultano essere: Realtà virtuale, Intelligenza Artificiale, Avatar, Realtà Aumentata, Criptovaluta, Metaverso.
Infatti, il grado di conoscenza di queste categorie concettuali da parte degli intervistati è così distribuito percentualmente: 13%, Realtà Virtuale; 11%, Intelligenza Artificiale; 10%, Realtà Aumentata; 7%, Criptovaluta; e solo 6%, il concetto di Metaverso.
Oltre al grado di conoscenza del Metaverso da parte degli italiani, la ricerca dell’Osservatorio Metaverso – Ipsos cerca di sondare quali sono le emozioni suscitate negli italiani quando si parla di Metaverso e di tutti i top topics ad esso correlati, di cui abbiamo parlato sopra.
C’è chi è convinto che il Metaverso potrebbe diventare un fattore di alienazione nella vita degli individui comuni, generando l’incapacità in essi di saper distinguere tra mondo virtuale e mondo reale.
Il 44% degli intervistati è convinto che questa confusione tra virtuale e reale avrà un impatto negativo sulla vita quotidiana degli individui.
Mentre il 46% non è d’accordo con l’affermazione nella quale si afferma che tale confusione tra reale e virtuale apporterà degli importanti benefici.
Insomma, in queste due affermazioni si rimarca forte il giudizio negativo verso il Metaverso.
Inoltre, il 57% degli intervistati crede anche che il Metaverso contribuirà a fare perdere il contatto con la realtà fisica.
Ma come dicevamo sopra, la ricerca dell’Osservatorio Metaverso – Ipsos evidenzia anche l’altro lato della medaglia.
C’è infatti un solido 50% degli intervistati che pensa che il Metaverso sarà una nuova realtà rivoluzionaria che permetterà a tutti di imparare cose nuove e a fare nuove esperienze.
E allo stesso tempo, per il 51% degli intervistati, il Metaverso sarà un’esperienza molto emozionante, ma anche un qualcosa di cui non bisogna avere paura, secondo un altrettanto solido 48%.
Tuttavia, la ricerca individua altre informazioni interessanti, come, ad esempio, una tendenza di generale scetticismo verso il Metaverso, legato al fatto che gli intervistati non si sentirebbero a proprio agio in un mondo virtuale. Nel complesso è il 54% degli intervistati che pensa questo.
E allo stesso tempo, il 45% ritiene che il Metaverso sarà un mondo di non facile accesso a tutti. E, per il 43% degli intervistati, non alla portata di tutti economicamente.
A dimostrare maggiore paura, scetticismo e a temere che il Metaverso sarà un mondo virtuale di difficile accesso, sia a livello economico sia a livello di know-how tecnologico e culturale per gli italiani, sono soprattutto i più giovani: gli appartenenti alla Generazione Z (16-25 anni).
Mentre sono più emozionati, fiduciosi e aperti alle grandi opportunità del Metaverso quelli che appartengono alla Generazione dei Millenials (27-42 anni) e quelli della Generazione X (43-57 anni).
Ma quali sono le attività principali svolte dagli italiani nel Metaverso? E quali ambiti del vivere sociale ed economico trarranno maggiore giovamento nel Metaverso?
Ecco cosa ne pensano gli italiani intervistati.
Gli italiani intervistati dicono di aver vissuto il Metaverso soprattutto dedicandosi ad attività ludiche con gli amici – il 30% del campione – e ad attività relazionali e di socialità con gli amici – il 29%.
In linea con questa tendenza, infatti, il 15% del campione dice di vivere e giocare nel Metaverso principalmente grazie a Minecraft e Fortnite.
Allo stesso tempo, ritornando alla grafica precedente, osserviamo che un solido 29% ha affermato di aver visitato una città virtuale nel Metaverso, mentre il 28% degli intervistati ha risposto di essersi dedicato allo shopping come attività principale.
O ancora, il 25% del campione ha detto di essere entrato nel Metaverso per assistere ad uno spettacolo dal vivo o ad una proiezione cinematografica.
Mentre il 23% del campione ha affermato di averlo provato per attività lavorative.
Fanalino di coda, con uno scarso 8%, sono quelli che hanno provato il Metaverso per attività scolastiche e/o didattiche.
In prospettiva futura, invece, gli italiani intervistati dall’Osservatorio Metaverso – Ipsos ritengono che il Metaverso sarà un luogo virtuale che agevolerà l’acquisizione di nuove abilità e competenze didattiche, pedagogiche e professionali. A pensarlo è il 56% del campione.
Il 55%, invece, pensa anche che in futuro il Metaverso agevolerà l’esplorazione e il turismo delle città.
Il 48%, invece, pensa che il Metaverso sarà il luogo adatto per vivere al meglio e in totale immersione i concerti e gli spettacoli dal vivo oppure per guardare film.
Mentre un buon 33% del campione ritiene che saranno gli eventi sportivi a trarre vantaggio dal Metaverso.
Il 35% pensa anche che il Metaverso sarà il futuro del lavoro.
Quindi, gli italiani guardano al Metaverso come ad un luogo della socialità, del gioco, del lavoro, dell’apprendimento e dello svago culturale e consumistico.
E, in conclusione, sulla base di tutte le risposte ottenute dal campione degli italiani, l’Osservatorio Metaverso – Ipsos ha tracciato tre profili di metapersonas italiani.
Ci sono “gli entusiasti conoscitori”, pari al 31% del campione, i quali rappresentano i cosiddetti early adopters del Metaverso e i suoi maggiori esperti conoscitori e utenti.
Gli “entusiasti conoscitori” sono anche quelli che sono i più entusiasti per le ricadute positive che esso potrà avere nel modo futuro di vivere il quotidiano.
E sono anche quelli che dicono di sentirsi molto di più a proprio agio in un mondo virtuale e online piuttosto che in un mondo totalmente offline.
A livello anagrafico e generazionale gli “entusiasti conoscitori” comprendono i Millenials e la Generazione X e possiedono un titolo di studio di livello medio.
Altro profilo individuato, che corrisponde al 29% del campione degli intervistati, è quello dei “neofiti ottimisti”.
I “neofiti ottimisti” sono in maggioranza appartenenti alla Generazione Z e possiedono un capitale culturale medio-alto.
Inoltre, sono quelli che hanno minore paura e scetticismo verso il Metaverso e non vedono l’ora di sperimentarlo al fine di apprendere nuove conoscenze, abilità e competenze.
Essi vogliono sfruttarlo non solo per le attività ludiche e sociali, ma anche e soprattutto per quelle professionali e di svago culturale.
I “neofiti ottimisti” inoltre valutano positivamente il modo in cui i grandi brands merceologici stanno sperimentando il Metaverso.
Ma sono anche convinti che, al momento, i prodotti di marca offerti nei brand-store virtuali del Metaverso siano fuori dalla loro portata economica.
Infine, ci sono gli “scettici intimoriti”, che corrispondono al 40% degli intervistati, e coprono quasi tutte le fasce generazionali e anagrafiche considerate, a parte la Generazione Z.
Essi sono quelli che hanno un livello culturale più basso e sono a digiuno quasi del tutto su tutto quello che riguarda il Metaverso e tutte le tecnologie che lo coadiuveranno nella sua effettiva strutturazione.
E sono anche quelli che ne hanno più paura.
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